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articolo di Francesca Rana "Borgo antico di Taranto, in chiaroscuro, alla ricerca della luminosità" sul Blog Sblocnotes. Di seguito la parte in cui si parla della presentazione del libro "Veleno" con la protagonista Daniela Spera nella città vecchia di Taranto, accompagnata dalla musica dell'album "Arrovesciata" con Giulia Tripoti, Lucio Graziano, Claudio Merico, Marco Migliarino.
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A Palazzo Galeota, fu strabiliante l’impatto emotivo di un recital di fatto su “Veleno”, con le note in sottofondo di alcuni brani del disco “Arrovesciata” di Giulia Tripoti ed altri pezzi eseguiti in gruppo insieme a Claudio Merico, violinista tarantino, Lucio Graziano alla batteria, e Marco Migliarino al basso. Perchè dico di fatto? La voce narrante era di Daniela Spera, coraggioso chimico di Legamjonici contro l’Inquinamento, ispiratrice del romanzo di Cristina Zagaria del quale ho già parlato su questo stesso blog. Daniela, leggeva alcuni passi del libro, con interpretazione, curando la dizione, sottolineando la forza del messaggio custodito in quelle parole. Giulia lasciava dietro di se, dopo le sue canzoni, una scia di forza, reazione, ripercorrando le battaglie sociali vicine e lontane di questi anni. Il risultato di questo esperimento è stata una serata molto vicina ai canoni del teatro canzone civile, ancora più rafforzato grazie al trasporto emotivo dei musicisti, veicolo degli arrangiamenti dei tanti brani scritti da Giulia. Una prosa musicale di un romanzo storico impegnato. Una sorpresa. Una prova riuscita e sicuramente con tutte le carte in regola per un tour di parole e musica, messaggio e poesia musicale.

Tornata a Roma, ecco come Giulia ricordava Taranto, in un post di stato su Facebook: “Sono appena tornata da Taranto dove ho potuto vedere con i miei occhi la situazione. Come per la Val di Susa, Niscemi e tutti gli altri disastri che affliggono l’Italia, vale il fatto che se non si “tocca” con mano e se non si parla con la popolazione locale non si riesce realmente ad avere un’idea di quello che accade. Sono stata al quartiere dei Tamburi, quello che vive e respira a contatto con il parco minerario… un deserto “rosso” dove tutto viene ricoperto da questa polvere velenosa. Ho visto i “mostri fumosi” che ogni giorno si nutrono dell’aria avvelenando i tarantini… ho visto un popolo in conflitto, gente che ha perso la dignità e gente che invece ogni giorno si batte contro i mulini a vento ma senza demoralizzarsi. E’ stato un viaggio toccante e significativo ed è stato bello poterlo fare con la musica, cercando di contribuire in qualche modo a questa lotta. Una delle cose più emozionanti è stato conoscere la coraggiosa e intelligente Daniela Spera, una donna come tutte noi, ma che a differenza di tante ha il coraggio, la prontezza e la determinazione nell’affrontare dei giganti a testa alta, con la naturalezza di chi pretende giustizia e il più sacro dei diritti, quello alla vita. Un ringraziamento enorme come sempre ai miei amici musicisti che mi accompagnano dal nord al sud dello stivale Lucio Graziano e Marco Migliarino con il loro affetto e le loro note, ma soprattutto ringrazio particolarmente Claudio Merico che, oltre ad aver suonato, ha organizzato questo evento e mi ha permesso di vivere questi giorni intensi. non finisce qui! a sara’ dura!”.
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